Blog & News

Effetto entourage della cannabis: funziona davvero?

Nov 26, 2021 | Cultura della Canapa, Salute e Benessere

Che tu sia un esperto conoscitore o un neofita dell’argomento, avrai sicuramente sentito parlare dell’effetto “Entourage” (effetto di gruppo) della cannabis. Con questo fenomeno ci si riferisce all’effetto benefico che THC, CBD, altri cannabinoidi e terpeni della cannabis hanno, quando vengono assunti insieme.

Questo effetto parte dalla premessa che i prodotti derivati dalla cannabis, dalla pianta intera, abbiano un’efficacia diversa dai soli cannabinoidi, presi singolarmente.

Storia dell’effetto entourage della cannabis

La prima menzione scientifica di questo effetto è stata fatta nel 1998 dai professori Raphael Mechoulam e Shimon Ben-Shabat. Nella loro ricerca, i professori hanno evidenziato come l’assunzione contemporanea di cannabinoidi e terpeni insieme potesse incrementare la stimolazione e l’attività del sistema endocannabinoide umano.

Da allora, l’effetto entourage è diventato parte della cultura della cannabis ed un termine regolarmente usato dagli appassionati, dai ricercatori e dagli attivisti. Ma quanto c’è di vero? Cosa dice la ricerca moderna al riguardo?

Cosa sappiamo sull’effetto entourage della cannabis

Studi recenti, pubblicati negli ultimi anni, hanno cominciato a scavare più in profondità sull’argomento. Grazie anche al processo di legalizzazione e liberalizzazione in corso negli Stati Uniti, i ricercatori ora hanno molte meno restrizioni e possono finalmente effettuare studi specifici. In realtà, come sembra emergere da uno studio in particolare, l’effetto entourage della cannabis potrebbe essere meno prominente di quanto si pensasse inizialmente. Sicuramente, l’effetto non è così diretto e certo come vorrebbero farci credere i maggiori produttori del mercato e gli attivisti più coinvolti.

L’effetto combinato dei cannabinoidi

Se prendiamo in esame THC e CBD, oggi sappiamo che in alcuni casi l’azione combinata di questi due principi attivi ha effetti molto potenti, rispetto ai singoli cannabinoidi isolati. Inoltre, come abbiamo visto nel nostro approfondimento precedente sul Cannabicromene, anche i cannabinoidi minori giocano un ruolo essenziale a livello terapeutico. In uno studio in vitro (in laboratorio) eseguito su tessuti di cancro al seno, è stato dimostrato come l’effetto dell’estrazione “full-spectrum” (spettro completo) della cannabis, sia superiore per qualità ed efficacia rispetto al solo THC nella riduzione della crescita delle cellule tumorali.

Dai dati di questo studio sembrerebbe che la sinergia sia creata principalmente dalla presenza di THCA (acido tetraidrocannabinolico) e CBG (cannabigerolo). Un altro studio, effettuato sul CBD, ha evidenziato come l’estratto a spettro completo sia attivo come il solo CBD ma con dosaggi nettamente inferiori (20% in meno). Quindi con un’efficacia maggiore.

cannabinoidi e terpeni effetto entourage cannabis

L’effetto entourage esiste ma non è ancora ben compreso

Ricercatori ed esperti di cannabinoidi sono arrivati ad una conclusione: l’effetto è reale! Soltanto non è esattamente come viene descritto dalla propaganda pro cannabis. Ad esempio, l’effetto che il CBD ha verso l’assorbimento del THC è dimostrato e ben conosciuto. Mentre per la maggior parte degli altri cannabinoidi, occorre molta più ricerca e qualsiasi dichiarazione per ora è semplicemente infondata.

Gli esperti per ora sono convinti che ci sia effettivamente una sinergia tra i vari principi attivi della cannabis, purtroppo però i dati a disposizione sono ancora insufficienti per comprendere appieno il fenomeno. Alla luce di queste nuove ricerche, sono state proposte due nuove interpretazioni dell’effetto entourage della cannabis:

  • L’effetto intra-entourage: con questo termine ci si riferisce all’azione combinata di cannabinoidi e terpeni (sostanze odorose della cannabis)
  • L’effetto inter-entourage: si riferisce invece all’interazione tra i diversi cannabinoidi o tra i diversi terpeni.

Per ora la ricerca ha trovato sufficienti dati per supportare l’effetto inter-entourage, mentre non ci sono ancora dati chiari sull’effetto intra-entourage.

Che ruolo giocano i terpeni?

In generale, sappiamo che i terpeni hanno un ruolo critico negli effetti della cannabis sul corpo umano e sul sistema endocannabinoide. La ricerca per ora è molto concentrata sull’effetto sinergico tra terpeni e cannabinoidi ma siamo ancora all’inizio. Uno studio pubblicato a Marzo del 2020 ad esempio non ha trovato prove sufficienti per supportare la tesi che i terpeni “myrcene”, “pinene” e “limonene” possano in qualche modo aumentare o potenziare gli effetti di THC e CBD. Mentre uno studio successivo, ad Aprile 2020, ha evidenziato come “humulene”, “pinene” e “geraniolo” possono effettivamente aderire ai recettori CB1 del sistema endocannabinoide e quindi giocare un ruolo importante nella risposta fisiologica. Ad esempio, i recettori CB1 sono responsabili, tra le altre cose, del dolore. Questo potrebbe indicare che certi terpeni potrebbero entrare a far parte di terapie specifiche per il dolore cronico.

ricerca medica effetto entourage cannabis

Ma allora l’effetto entourage della cannabis è reale o no?

La maggior parte dei ricercatori sembra essere d’accordo: l’effetto è reale. Purtroppo però, come spesso accade, è stato male interpretato e spesso “manipolato” a scopi propagandistici. La realtà è che l’evidenza scientifica punta verso l’esistenza di un effetto combinato tra cannabinoidi e terpeni della cannabis ma le prove sono ancora poche e c’è bisogno di più ricerca per comprendere bene l’effetto ed i potenziali benefici.

Il problema, afferma il Dr Tishler, un medico ricercatore statunitense, è che la ricerca è effettuata su piccoli campioni di popolazione, con preparati farmaceutici che sono diversi nella composizione rispetto ai dosaggi che si trovano naturalmente nelle infiorescenze e nei derivati della cannabis. Molti degli studi e delle ricerche sono infatti effettuati unendo in laboratorio le diverse sostanze, cannabinoidi e terpeni. Questo produce necessariamente un “mix” differente da quello che si può trovare in natura. Inoltre, trattandosi di prodotti vegetali naturali, c’è molta inconsistenza nelle concentrazioni di cannabinoidi e terpeni, anche sulla stessa pianta. Quindi per ora resta difficile esprimere un parere certo.

L’attività dei terpeni e dei cannabinoidi che in alcuni casi è stata dimostrata, è un’attività farmacologica, non terapeutica. Provette, topi e rapporti aneddotici non stabiliscono in modo affidabile l’efficacia terapeutica. Interessanti effetti su modelli animali non necessariamente puntano ad effetti terapeutici per l’uomo. Anche il successo iniziale di alcuni studi clinici giustifica soltanto il passaggio a studi successivi. Questo perché la maggior parte dei successi iniziali non si ripete nelle fasi successive di studio. La ragione più comune di fallimento è la mancanza di un’efficacia sostanziale e rilevabile. Nonostante gli effetti ottenuti e dimostrati sui topi, ci sono ancora ragioni per credere che molta dell’attività di terpeni e cannabinoidi possa essere un falso positivo.

Conclusioni

Per i consumatori, i pazienti e per il personale medico, è ancora molto difficile accedere a preparazioni terapeutiche a base di cannabis. Inoltre, la mancanza di regolamenti di produzione specifici rende praticamente impossibile stabilire la qualità e la sicurezza degli estratti di cannabis ad oggi presenti sul mercato. Gli esperti chiedono maggiore flessibilità da parte delle istituzioni per poter effettuare più ricerca. Questo per poter effettivamente stabilire l’efficacia, la sicurezza e gli effetti a lungo termine che cannabinoidi e terpeni possono avere sul corpo umano.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.